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DUE CHIACCHIERE CON UNO YOUTUBER: RITALS

Oggi intervistiamo due ragazzi italiani espatriati a Parigi che si definiscono così: “Entusiasti e pentiti, nella Ville Lumière”. Sono i due interpreti della web serie di Youtube “Ritals” (giunta alla seconda stagione) che racconta le avventure/disavventure di due giovani italiani a Parigi. La web serie mette in evidenza – con ironia e comicità – pregi e difetti dei nostri compagni d’oltralpe ma anche di noi italiani. Il risultato? Una web serie di successo.

Prima di iniziare con l’intervista vi proponiamo l’episodio “La pinta” della prima serie:

L’INTERVISTA AI RITALS

Chi sono i Ritals?

Io mi chiamo Svevo Moltrasio, sono nato e cresciuto a Roma (ci tengo a specificarlo). Mi sono laureato al DAMS in sceneggiatura.

Io sono Federico Iarlori, sono nato ad Ortona in Abruzzo. Mi sono laureato in lettere moderne alla Cattolica di Milano.

Come mai siete finiti a Parigi?

Svevo: non è stata una scelta premeditata. Sono arrivato a Parigi all’età di 28 anni per passare qualche settimana con la mia ragazza di allora e non mi sono più spostato di lì.

Federico: Per me è stato diverso. Parigi è da sempre stata nel mio cuore. Ho sempre amato gli scrittori francesi tanto che mi sono laureato in letteratura francese. Nel mio caso, trasferirsi a Parigi è stata una scelta precisa.

Vi siete conosciuti a Parigi, giusto?

Federico: Ci siamo conosciuti qui a Parigi in un centre d’appel – un call center – dove entrambi lavoravamo. Era un centro di aggregazione di artisti di vario genere: c’erano fotografi, musicisti, e nel caso di Svevo registi. Abbiamo iniziato a parlare e ho iniziato a pregarlo di farmi recitare in un film. La risposta fu laconica: No! Poi insistendo alla fine ha ceduto.

Come è nata l’idea di Ritals? 

Svevo: L’idea nasce – diciamo – un po’ casualmente. E’ il seguito di un’esperienza di medio-metraggio girato insieme tra amici tempo addietro. Volevamo ripetere l’esperienza creando un prodotto che fosse un po’ più vendibile. Avevamo pensato a dei piccoli video scollegati tra loro ma con l’idea di tenere sempre come riferimento Parigi. Poi quando ho iniziato la scrittura della serie è nata l’idea di creare un racconto sulla quotidianità di due italiani che vivono a Parigi. E’ nata così Ritals.

Cosa significa Ritals?

Rital è un termine dell’argot popolare francese che indicava in modo dispregiativo le persone di origini italiane, che dopo la seconda guerra mondiale emigrarono in Francia e Belgio alla ricerca di lavoro.

Diteci una cosa che amate  e una cosa che detestate di Parigi e dei Parigini.

Svevo: Dal primo giorno in cui ho messo piede a Parigi ne ho apprezzato l’efficienza pubblica e statale. I trasporti, l’offerta culturale, e la sensazione in generale che si cerchi sempre di venire incontro ai bisogni dei cittadini. Dei parigini, ovvero coloro che abitano questa città, mi piace la varietà e la conseguente possibilità di affrontare diversi argomenti e con diversi punti di vista. Poi, negli anni, ho incominciato a non sopportare tante cose della città, se proprio devo dirne una sola, forse in testa a tutto metterei il clima. Dei parigini invece il numero. Siamo in troppi in uno spazio troppo limitato.

Federico: Di Parigi amo gli spazi che la città dedica caparbiamente alla cultura e agli artisti. La presenza di librerie, soprattutto, ma anche i musei, i teatri, gli eventi culturali in genere. Ciò che detesto, invece, è la densità abitativa: c’è troppa gente! Dei “parigini” apprezzo il senso civico, inteso come partecipazione alla vita politica del Paese. Detesto più di ogni cosa il loro formalismo, i sorrisini di circostanza e l’incapacità di parlare con franchezza.

Come e dove vi vedete tra 10 anni?

Svevo: Non lo so, di certo coi capelli ormai tutti grigi. Magari in un posto al sole, vicino al mare.

Federico: In una casetta con giardino sulla costa bretone. Nel Finistère.

Qual è la vostra paura più grande?

Svevo: Sono uno generalmente poco pauroso, molto razionale e per niente superstizioso. Per questo proprio non mi va giù il mio terrore dell’aereo. Volare mi rende nervoso, stressato, mi rovina i viaggi.

Federico: Ce ne sono tante. Al momento: diventare cieco durante il sonno.

A tavola, non resistete davanti a…

Svevo: Da quando sono a Parigi, più o meno tutto quello che fa parte della più semplice tradizione culinaria italiana.

Federico: Un piatto di spaghetti allo scoglio.

Cosa vi fa veramente arrabbiare?

Svevo: La superficialità. Purtroppo al giorno d’oggi elemento portante della nostra società.

Federico: Essere umiliato quando gioco a biliardino.

Il film e il libro preferiti

Svevo: Sono cresciuto a film e libri, citarne uno solo è impossibile. Posso sceglierne uno per ogni autore che ha resistito nel mio cuore dalla giovinezza ad oggi, anche per fattori affettivi. E allora dico “Io e Annie” di Woody Allen, “Un mondo perfetto” di Clint Eastwood, “ La certosa di Parma” di Stendhal e “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo.

Federico: Difficile scegliere. Direi che uno dei miei film preferiti in assoluto è “L’inquilino del terzo piano” di Roman Polanski. Uno dei miei libri preferiti è “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas.

La/le serie tv che ti hanno tenuto incollato allo schermo

Svevo: Non sono un assiduo spettatore di serie tv che trovo generalmente qualitativamente sopravvalutate. Ma quelle poche che ho visto le ho seguite con piacere, da “Lost” a “ Breaking Bad”, da “Dexter” a “Walking Dead” e “Game of Thrones”.

Federico: Non ne ho viste molte, ma devo dire che quelle per cui ho sviluppato una leggera dipendenza sono Breaking bad e Borgen.

Non esco di casa senza…

Svevo: L’Ipod.

Federico: Una moleskine e una penna stilografica.

I tuoi canali YouTube preferiti?

Svevo: Non guardo molto di quello che c’è sul web. Mi sono ritrovato a fare un prodotto che in molti associano ad altre cose che si trovano su Youtube ma che io non guardo perché mi deprimono. Vedo pochissimo talento sul web. Uno che mi è sempre piaciuto, ma che non è propriamente nato su internet, è Maccio Capatonda.

Federico: Non ho canali preferiti su YouTube, ma vedo sistematicamente tutti i video di Vittorio Sgarbi.

 

About Lara

Mi chiamo Lara (perché mia mamma guardava il film de Il dottor Živago), ho 35 anni e sono nata e cresciuta nell'entroterra marchigiano. Amo la mia terra, che è un pezzo del mio cuore. Gli altri pezzi sono a Madrid, Parigi (dove ho vissuto 3 anni per lavoro) e a Milano. Curiosità, passione, creatività, pragmaticità e problem solving mi contraddistinguono (i difetti non li scrivo mica pubblicamente!!!). Fotografia, tecnologia, arte, film, gialli, cibo ... e molto altro! Sono Co-founder di Geekotech.it e Geekotech.fr

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2 comments

  1. Ma rileggere prima di pubblicare, no?

    • Carissima Ilaria,
      questo sito nasce dalla passione di due amici per la tecnologia. Abbiamo un altro lavoro e scriviamo articoli, che partono dalle nostre esperienze in campo tech, nel nostro tempo libero. Le assicuro che rileggiamo i nostri articoli ma qualche errore di battitura a volte può sfuggire. Ci spiace e ce ne scusiamo.
      La ringraziamo per la segnalazione.

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